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La filosofia dei brand Streetwear

Sunday, February 28, 2021

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Lo streetwear è uno stile sempre più apprezzato anche nel nostro Paese. Per altro è bene ricordare che questo stile di abbigliamento è molto comodo, pratico e versatile, tanto da consentire di mescolare vari capi ad abbigliamento classico o casual, a seconda dei casi e delle proprie predilezioni. Il concetto di base da cui partono gli artisti streetwear è correlato alle origini di questo stile: i gruppi di skaters delle città e di surfer della costa. Entrambi quindi giovani, pieni di voglia di divertirsi, correlati ad una sorta di controcultura urbana.

L’ironia nei disegni

Giovani, spensierati e con tutta la vita davanti a sé, questo è l’atteggiamento di chi ha dato inizio allo streetwear. Molti produttori si basano ancora su questa visione del mondo, che è poi anche correlata alla contestazione giovanile, alle band di quartiere e all’esigenza di dimostrare di contare qualcosa. Sotto questo punto di vista alcuni brand sono molto più iconici rispetto ad altri, come ad esempio Ripndip; si tratta di un brand di streetwear tutto americano, fondato da uno skater che desiderava avere a disposizione t-shirt colorate e irriverenti. Le sue prime creazioni riportano l’ormai notissimo gatto bianco, che saluta o gesticola in modo irriverente.

Quando un capo è streetwear

C’è chi tende a pensare che l’abbigliamento streetwear sia semplicemente casual e sportivo. In effetti però le cose non funzionano propriamente in questo modo. Fanno parte dello stile streetwear solo alcuni brand, sviluppati inizialmente soprattutto da skater nord americani. Anche alcune case di alta moda si sono ispirate, per alcuni capi, allo streetwear proponendo abbigliamento contemporaneo con uno stile ben preciso, ma comunque comodo e piacevole. Forse la confusione tra sportswear e streetwear deriva dal fatto che spesso chi indossa questo tipo di abbigliamento ama le contaminazioni. Non c’è nulla di male nell’utilizzare una t-shirt streetwear mentre si va in palestre o si esce per una passeggiata. I capi che seguono questo stile sono infatti nati proprio per questo: per uscire con gli amici, stare comodi e sentirsi bene nella propria pelle. Oggi sempre più spesso i capi streetwear sono indossati anche per andare in ufficio, per un’uscita importante o per occasioni formali.

Lo sdoganamento dello streetwear

Di fatto la possibilità di acquistare abbigliamento comodo e irriverente, che è però prodotto con materiali di qualità e finiture che lo rendono indistruttibile, ha permesso a molti di utilizzare questi capi in qualsiasi situazione. Possiamo dire grazie anche allo streetwear per la possibilità di indossare sneakers in qualsiasi situazione: in passato queste scarpe erano chiamate “da ginnastica”, connotazione che ne impediva l’utilizzo in varie situazioni sociali. Negli anni ’90 in Italia nessun adulto usciva di casa in scarpe da ginnastica, se non per andare in palestra. Fortunatamente le cose sono molto cambiate e oggi le sneakers sono onnipresenti, in qualsiasi situazione; lo stesso possiamo dire per t-shirt e felpe, che in molti indossano anche per una riunione importate o la video call con il cliente importante.

Lo streetwear e il coronavirus

Non è passato inosservato il fatto che proprio la pandemia da coronavirus ha dato nuovo impulso non solo allo streetwear ma anche all’utilizzo di abbigliamento sportivo in senso lato. Del resto la DAD e lo smart working hanno portato tantissime persone a rimanere in casa a lungo. In un Paese formale come il nostro questo ha rotto un poco gli equilibri, pertanto tante persone ad accorgersi che con una felpa e un paio di leggings si sta molto più comodi che con un tailleur elegante. Al ritorno in ufficio molti degli abiti usati in casa hanno continuato ad essere indossati, andando a sostituire l’abbigliamento scomodo o poco confortevole.
ripandip


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